LA CAVALLINA E LA LEPRE
Questa è una settimana molto particolare alle Scuderie Reali: sono infatti nati quattro puledri, tutti splendidi purosangue da corsa.
Tre sono bei puledrini, molto promettenti per le corse, tanto da spingere il fattore a chiamarli Fulmine, Lampo e Saetta; la quarta è una simpatica cavallina, chiamata Bianchina, perchè di pelo rado e bianco.

Fin da subito, come è tradizione delle Scuderie, i puledri vengono cresciuti ed allenati per diventare i cavalli da corsa più forti e belli del regno, è infatti da qui che da anni escono i vincitori del prestigioso Torneo di Primavera, presieduto dal Re in persona!
Passarono gli anni ed i puledri crescevano, Fulmine, Lampo e Saetta sempre più forti e veloci, mentre Bianchina non sembrava essere altrettanto promettente. E questo le pesava molto: il fattore la obbligava a lavorare moltissimo, molto più dei suoi amici, che invece di aiutarla, passavano la giornata a schernirla.
"Bianchina - diceva Fulmine - se corri così piano non
arriverai mai al traguardo", mentre Saetta, correndole al fianco:
"Forza, non farti sempre superare, non è divertente
correre con te, perdi sempre!".
Anche il fattore iniziava a perdere la pazienza: "Insomma Bianchina
- urlava in continuazione - non ho tempo da perdere con te. Tu non
sei un cavallo da corsa. Tu vai bene a trainare le carrozze".
Una sera, di ritorno dagli allenamenti, il fattore entrò nella stalla, si avvicinò a Fulmine e gli pose al collo una coccarda rossa, poi ne mise una gialla a Lampo ed infine una verde a Saetta. "Bene - disse soddisfatto il fattore - voi sarete i rappresentanti della scuderia al Torneo dell'anno prossimo." Poi, rivolgendosi a Bianchina: "Tu invece non parteciperai al Torneo, non sei abbastanza veloce e capace; domani verranno a prenderti per addestrarti alla quadriga". Orrore! la quadriga: tutta la vita a trainare carrozze pesantissime. Bianchina era disperata, ma non si fece prendere dal panico. "Fra poco ci faranno uscire per un'ultima corsetta prima della notte - pensò Bianchina - ne approfitterò e scapperò nel bosco". E così fece.
Corse a perdifiato all'interno del bosco, sentiva le voci del fattore e dei suoi uomini sempre più lontane, finché le sembrò di udire: "Lasciatela andare, quella cavalla non valeva niente!". Era la voce risentita del fattore.
Passò la notte a girovagare nel bosco, finché all'alba arrivò in una verde radura. Lì, sopra una grossa pietra, riposava una lepre. Quando vide il cavallo si stupì, e disse: "Cosa ci fa un così bel cavallo nel mezzo del bosco?". Bianchina, con voce dimessa, rispose: "Ciao, mi chiamo Bianchina e sono scappata dalle Scuderie Reali". Quel nome fece sobbalzare la lepre: "Le Scuderie Reali? quelle dei cavalli da corsa? e come mai sei scappata?".
Bianchina raccontò la sua triste storia; ma la lepre, invece di compatirla, le disse: "E tu ti arrendi per così poco? solo perchè non sei veloce come i tuoi amici? ma non hai un po' carattere?".
Dapprima Bianchina ci rimase un po' male, poi pensò: "Ma insomma, possibile che tutti mi debbano trattare male? ... il fattore, i miei compagni e adesso anche questo stupido coniglio". Così decise di rispondere a tono alla lepre: "Cosa ne vuoi sapere tu? - disse con voce stizzita - tu che passi la vita a mangiare carote e non fare nulla!".
La lepre apprezzò questa reazione e disse: "Bene, è proprio quello che volevo sentire! Se vuoi, io posso allenarti e farti diventare un vero campione." Bianchina rimase perplessa: "Come può un coniglio allenare un cavallo da corsa?" chiese ironicamente Bianchina.
A queste parole la lepre si rizzò in piedi e disse orgogliosamente: "Il mio nome è Piedone, e sono una lepre, non un coniglio. Anzi, sono la lepre più veloce di tutto il regno. Se non ci credi, possiamo fare un gara di corsa qui nel prato." È vero che Bianchina non era velocissima, ma era pur sempre un cavallo da corsa; ed accettò la sfida con leggerezza.
Ma si accorse presto del suo errore. La lepre corse immensamente più veloce di lei, ma a differenza dei suoi amici non iniziò a prenderla in giro ed iniziò a darle dei preziosi consigli per migliorare la sua corsa. Presto si instaurò un profondo rapporto di amicizia fra i due; si allenavano tutti i giorni, mattino e pomeriggio, finché un giorno Bianchina, nell'abituale corsa nella radura, riuscì ad arrivare prima della lepre al bosco.
La versione completa della fiaba è presente nella raccolta Fili di Fiabe, disponibile alla pagina I LIBRI >>